Cultura

Storia natalizia di una prostituta e della sua veste rossa

Per questo Santo Stefano vorrei brevemente fare la storia di una prostituta, anzi della più importante prostituta della storia.
Se visiterete in queste feste qualche museo, state certi che senz’altro la incontrerete. Riconoscerla è facilissimo. La potete vedere ai piedi della croce di Cristo, nuda dentro ad una grotta, sotto un tavolo mentre con le sue lacrime lava i piedi del Salvatore e poi li asciuga con i suoi capelli, o ancora davanti ad un sepolcro vuoto dentro un giardino.
Penso che molti a questo punto abbiano già capito di chi sto parlando: lei è Maria Maddalena o di Magdala, un piccolo paesino di pescatori sul Mare di Galilea.
Segni di riconoscimento: bellissima, capelli fluenti e sciolti, espressione quasi sempre rapita, a volte un piccolo vasetto di nardo indiano al suo fianco (l’unguento delle prostitute) e una veste SEMPRE e RIGOROSAMENTE rossa.
Inutile che aggiunga che molte storie su di lei, in verità la maggior parte, sono di pura invenzione. La donna nuda nel deserto raffigurata da Giotto ad Assisi, per esempio, è Maria egiziaca, da sempre però confusa con lei. Quella che lava e asciuga i piedi di Gesù è una figura senza nome, in cui solo la fede del popolo ha voluto vedere la Maddalena. Ed infine la tradizione secondo cui lei ed altre due Marie (le tre Marie del panettone) per sfuggire alle persecuzioni sarebbero state messe in una barca ed approdate miracolosamente sulle coste della Provenza, solo una magnifica trovata, per giustificare il culto della santa nel sud della Francia.
I passi del Vangelo in cui comprare davvero si contano invece sulle dita di una mano. Sappiamo che Gesù le aveva scacciato sette demoni e lei ne era divenuta una seguace. Sappiamo che era insieme alla Madonna sotto alla croce sul Golgota, mentre quasi tutti gli altri discepoli di Gesù se l’erano data a gambe, e infine che secondo Giovanni fu la prima ad incontrare il Risorto.
Soprattutto il passo di Giovanni è di una bellezza senza tempo. Maria va al Sepolcro. La pietra è rovesciata. Il sepolcro vuoto. E’ stupita. Non capisce. Si guarda intorno. Piange. Quando le si avvicina un uomo che lei scambia per un giardiniere. Gli chiede cosa stia succedendo, del sepolcro profanato, del corpo del suo Rabbi.
E lui: Maria…
Basta una parola. Una sola. Il suo nome… che lei lo riconosce. E’ Lui. Sì Lui. Gli si lancia incontro. Ma….ma il Risorto inaspettatamente la ferma. Noli me tangere, le dice. NON MI TOCCARE!
Perché, Perché non ti devo toccare? Perché io che sono stata sempre al tuo fianco, io che ho lavato il tuo corpo con le mie lacrime e i miei baci, non posso toccarti? PERCHE’?
Non lo sappiamo. O forse sì, forse possiamo capirlo. Perché Maria esattamente come tutti noi ha tanto toccato, tanto assaporato, tanto, forse troppo amato! Ha posseduto come poche altre donne e totalmente è stata posseduta, da tanti, tantissimi uomini, tutti con un volto ma senza un nome. Fino ad arrivare a lui, al suo maestro che l’ha posseduta con le sue parole, con il suo sorriso, il suo sguardo; che con il tocco leggero delle sue mani, sfiorandola appena, come nessuno l’aveva mai sfiorata, l’ha liberata in un attimo da ogni peccato, da ogni colpa, da ogni peso.
Non mi toccare, le dice Gesù, perché so che mi ami, come non hai mai amato. Ma non è nell’amore che devi credere Maria. Ora sarai tu ad essere toccata e verso te si stanno già protendendo migliaia di mani, quante nemmeno puoi immaginare.
Eri una prostituta ed hai visto per prima il Salvatore. Eri una peccatrice ed ora sei una santa. Indossavi per me vesti di ogni colore ed ora la tua veste sarà per sempre rossa.
Hai imparato ad amarmi, ma ora devi amare te stessa. Io sono il Salvatore del mondo, ma anche l’ultimo demone, che dal tuo corpo devi scacciare.

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