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L’impronta di Matteo Roghi

Sono trascorsi già sette anni dalla prematura scomparsa del nostro studente Matteo Roghi. Correva l’anno scolastico 2013/2014, quando Matteo, dopo una combattuta decisione si era iscritto in prima all’indirizzo Professionale Commerciale del nostro Istituto. Con il suo sorriso e i modi accattivanti era riuscito a conquistare le attenzioni dei compagni e a trovare la strada giusta per affrontare il duro cammino scolastico. La sua prima passione era il calcio e sognava di diventare un famoso calciatore.

Prima di avvicinarsi ai campi di gioco aveva provato a fare nuoto, poi Judo, ma solo con il calcio aveva trovato la gioia della partecipazione e della condivisione con gli altri. Con questo sport è cresciuto. Da timido era diventato più estroverso e socievole. Da insicuro si era trasformato in determinato. Da timoroso si era tramutato in audace, da ansioso in calmo. Tutto pareva lambire quella perfezione a cui ogni genitore mira per i figli.

Matteo sognava un futuro da campione. Immaginava con il suo papà le prospettive di un domani tutto da costruire. Fantasticava con la mamma la sua carriera brillante. Divagava con la sorellina giocando a fare l’adulto. Il passato sembrava un vecchio fantasma da combattere con le armi della volontà e della determinazione.

I ricordi ci costringono a tornare a quella assurda domenica del 24 novembre del 2013, quando nel campo sportivo di Abbadia San Salvatore (SI), durante una partita di calcio un improvviso malore colpisce al cuore Matteo che si accascia al suolo esamine. Nelle ore successive, mentre prende forma la notizia, Matteo diventa idealmente il figlio di chiunque. L’eco che ha avuto la sua vicenda lo ha reso nel tempo protagonista inconsapevole di una storia nuova, fatta di speranza e di amore per la vita.

La sua vicenda è diventata un libro, pubblicato dalle Edizioni Erickson di Trento dal titolo Come una bolla di sapone, la drammatica scomparsa di Matteo Roghi fonte di speranza e di amore per la vita. (http://www.ericksonlive.it/catalogo/genitori-e-figli/come-una-bolla-di-sapone/). Il vuoto lasciato dalla sua prematura scomparsa, pur incolmabile è simbolo di rinnovamento, di rinascita, di forza nella fede per tutti coloro che rifiutano di affidare al semplice caso la propria esistenza. Solo chi ama la vita può capire il dolore anche quando tutto sembra finito. Come è riportato in una targa posta nell’aula di informatica a lui dedicata: le impronte di uno solo, possono diventare un sentiero per molti.

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