Cultura

Il dovere di sperimentare e la libertà di apprendere

Il tempo è la sostanza di cui sono fatto,

Il tempo è un fiume che mi trascina, però io sono il fiume,

Il tempo è la tigre che mi divora, però io sono la tigre,

Il tempo è un fuoco che mi consuma, però io sono il fuoco.

J.L.Borges

Direte voi: cosa c’entra questo incipit letterario, in realtà non lo so bene, ma quando si arriva così a ridosso dell’ultimo giorno di scuola il tempo sembra divenire tema centrale della nostra quotidianità.  Ci accorgiamo, noi maestre, che il tempo rimasto è poco e ci facciamo prendere dalla paura, dalla “fretta” di concludere il “programma”. Anche io mi perso in questo fiume, fatto di ansie, di preoccupazioni, di sensi di colpa, per non aver dato tutto in pasto si nostri ragazzi….ma poi,  mi soffermo un po’, come adesso, a pensare. E penso: ma cos’è il programma?

A volte pare che noi insegnanti ci dimentichiamo che da qualche anno a questa parte una piccola grande rivoluzione è avvenuta nella scuola : non esistono più i “programmi”!  Esistono adesso i curricoli verticali, che gli insegnanti redigono in base alle linee guida presenti nelle Indicazioni Nazionali. Sono trascorsi quasi sei anni dalla loro pubblicazione e forse non ci siamo resi conto di quanta innovazione ci sia in questa nuova prospettiva. Non più le conoscenze sono al centro dell’impegno scolastico ma l’allievo e i propri bisogni nelle sue diverse fasce di età.

È l’insegnante che sceglie cosa insegnare, che declina gli obiettivi di apprendimento in termini operativi, disponendoli in ordine progressivo in rapporto ai ritmi di apprendimento dei propri ragazzi. Ed è richiesta esplicita delle Indicazioni che questo curricolo sia leggero, volto alle  competenze di base e non allo studio estensivo di molti contenuti: non tutto ma meglio!

Proprio a fine 2017 il Ministero dell’istruzione ha pubblicato un documento “Indicazioni Nazionali e nuovi scenari” in cui si ribadisce la centralità del bambino nel suo percorso di formazione e nei vari ambienti di apprendimento creati per fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, in cui si realizzino  opportunità di apprendimento per tutti.

Le indicazioni ci hanno messo in mano una nuova libertà di insegnamento fatta di ricerca ed innovazione. In questa prospettiva proprio la ricerca acquisisce un ruolo determinante. E allora cogliamo questa occasione, liberiamoci da un po’ di vincoli, cerchiamo, ricerchiamo e lasciamo che siano i nostri ragazzi a guidarci dal centro del loro mondo. Lasciamogli e lasciamoci il tempo di stare bene, di sperimentare insieme e di capire.

Rita Gotti

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