Cultura

Annaffiare il campo dei miracoli

Se qualcuno mi propone di fare un patto, ci sta che io risponda… d’accordo ma annaffiamolo bene!

Di solito pensano che io mi riferisca al mio desiderio di berci sopra un goccio (cosa che faccio comunque sempre con piacere), ma in verità il mio pensiero va al capitolo XVIII del libro di Collodi.

Pinocchio ritrova il Gatto e la Volpe che lo convincono che quattro zecchini d’oro non sono poi una gran cosa.

– C’è un campo…un campo miracoloso dove se seppellisci i tuoi quattro zecchini sotto un albero, dopo un po’ diventano migliaia! –

– E dov’è questo campo? – chiede Pinocchio

– Qui vicino! –

– Allora andiamo! –

E allegri se ne vanno al Campo dei Miracoli, vicino al paese di Achiappacitrulli, dove Pinocchio sotto un alberello come tanti altri, sulla cima di una collina seppellisce i suoi zecchini.

– E ora? – Chiede il burattino

– Ora li devi annaffiare! Vai giù al torrente e prendi un poca d’acqua –

Così fa Pinocchio che per altro, non avendo un secchio, si riempì d’acqua le scarpe. Annaffia gli zecchini e dice al Gatto e alla Volpe: voi andate pure…. aspetto io!

Bene il mio lavoro di insegnante corrisponde esattamente in questo: annaffiare il campo dei miracoli!

E non una volta come Pinocchio, noooooo…..di più…. decine!

E come lui capita che anch’io annaffio con le scarpe o con quello che trovo. 

Conosco quattro cose (i miei quattro zecchini), non di più! E le pianto vicino alle radici dei miei studenti. Quindi annaffio e aspetto.

Sì….Sono un maestro Pinocchio e ne vado francamente fiero. 

Certo sono consapevole che forse (e dico forse) il Gatto e la Volpe ci sta che mi abbiano fregato, ma come fanno loro ad essere sicuri sicuri che questo campo non sia davvero miracoloso? E poi magari come stanno davvero le cose loro non lo sanno neppure, perché diversamente da me, non si sono presi il giusto tempo. Non hanno avuto la pazienza che ho io nello stare qui ad annaffiare.

E il miracolo? Mi chiede ogni giorno il grillo parlante che da anni ormai mi tiene compagnia, nascosto all’ombra fra le foglie.

IL MIRACOLO!?

Ma io ormai neppure più lo ascolto. Che avvenga il miracolo o no, non ha più nessuna importanza. Per me è bello stare qui, amo il mio lavoro… Seppellire zecchini, correre alla fonte ed aspettare.

Ciò che conta non è il miracolo, ma solo che esista questo campo! Che il Gatto e la Volpe mi abbiano portato qui e che io ci sia rimasto.

E poi ogni albero che è qui, anche se non fiorirà mai zecchini, grazie a me, al Gatto, alla Volpe, alla fonte, alle scarpe, al Grillo, alle storie, sa che non è un albero qualsiasi. E’ uno degli alberi del campo dei miracoli! E perciò… è speciale!